Comunicato Stampa del
05/06/2007
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Centro di Coordinamento dei Perugia Clubs
IL FUTURO DEL CALCIO A PERUGIA: A CHI INTERESSA?
Il Centro Coordinamento dei Perugia Clubs, alla fine di una stagione deludente del Perugia Calcio e con prospettive incerte sul futuro, intende aprire un dibattito costruttivo e chiamare ad esprimersi tutte le componenti che sono interessate alle sorti del calcio nel capoluogo regionale. Di fronte alla calma quasi piatta, al distacco sfiduciato o allo scetticismo rispetto alle vicende del Grifo, che sembrano ormai caratterizzare tutte le componenti che vi ruotano attorno (tifosi, stampa, istituzioni, forze economiche e sociali locali), il Coordinamento ritiene non più rinviabile un chiarimento di fondo che faccia meglio comprendere quali siano le reali intenzioni della Società del Perugia calcio, cioè le idee, i progetti e gli strumenti per realizzarli. E, di conseguenza, quale sia la valutazione approfondita che in merito può dare chiunque sia interessato al Grifo. Ciò che sembra fare il male del calcio professionistico a Perugia non sono le analisi critiche che, se fatte appassionatamente ma costruttivamente, hanno anzi lo scopo di aiutare a superare le difficoltà. Ciò che è davvero letale è, piuttosto, una sorta di tacita rassegnazione, un po’ a tutti i livelli, sull’andamento di basso profilo del Perugia. Questo ci sembra un atteggiamento pericoloso che, a ben vedere, può portare alla decadenza definitiva di uno sport e di una Società che pure hanno dato lustro alla Città e all’Umbria.. La società Perugia Calcio S.p.A, ha le primarie e maggiori responsabilità: è ormai giudizio unanime che la cifra che ha caratterizzato fin qui l’operato dell’attuale gestione sia stata l’improvvisazione e l’inadeguatezza con cui essa si è assunta l’onere di gestire una impresa complessa come una società di calcio in una realtà che per tradizione è giustamente esigente. E ciò, pur senza dimenticare i meriti della stessa nell’aver salvato, nel 2005, il Perugia da peggior sorte e la buona fede delle intenzioni di riportarlo in alto. Gli errori commessi, talvolta non consoni ad una società professionistica, hanno reso a nostro giudizio totalmente improduttive anche le risorse che l’attuale proprietà ha investito nel Perugia. Persone inesperte (interne o esterne alla Società) in alcuni posti-chiave; confusione di ruoli e, quindi, scelte tecniche ed organizzative contraddittorie; la sottovalutazione e, perciò, la carenza del rapporto tra la Proprietà e l’ambiente (Istituzioni, tifosi, mezzi di comunicazione, realtà socio-economica) che ha generato l’impressione di un coinvolgimento alle sorti del Grifo non integralmente appassionato da parte degli attuali proprietari. Questi sbagli sono sotto gli occhi di tutti, e da essi occorre ripartire per non ripeterli. Giudicheremo, come sempre, dai fatti, pronti a sostenere lealmente la Società se opererà seriamente per far tornare grande il Grifo. Non nutriamo pregiudizi e proprio per questo, però, intanto, il protrarsi delle scelte fondamentali per impostare la prossima stagione (Presidente, Direttore sportivo e Trainer) con audizioni e provini che solo a Perugia si fanno, ci preoccupa, perché non vorremmo che fosse indice di una nuova direzione ancora tutta da definire da parte della Proprietà, e di ulteriori perdite di tempo. I tifosi auspicano, al contrario, un’inversione di tendenza decisa, netta e radicale, che definisca e illustri cosa davvero intende fare la Società: se ha un progetto serio di medio lungo periodo; con quali strategie organizzative, con quali mezzi economici, con quali scelte tecniche; con quali uomini intende realizzarlo. Solo mettendo una cura profonda a quegli aspetti si può sperare in un’inversione di tendenza che riporti il Perugia non solo nelle categorie che gli competono, ma anche nella considerazione e attenzione che i tifosi e gli sportivi vorrebbero ancora riservargli, ma che sono state frustrate dalle delusioni degli ultimi tempi e dalla perdurante incertezza sul futuro. Alle Istituzioni locali chiediamo di farsi interpreti nei confronti della Società, con cui hanno in essere importanti rapporti convenzionali, dello stato di disagio causato tra i tifosi e nella Comunità, dalla mancanza di chiarezza attorno alle intenzioni ed alle strategie dell’attuale gestione. Le Istituzioni possono e crediamo debbano aiutare processi di chiarezza attorno ad un patrimonio che, visti i successi del passato lontano e vicino, non è solo sportivo e non è solo di Perugia, ma dell’intera Regione. Alla stampa scritta e radiotelevisiva, chiediamo di svolgere con maggiore incisività e continuità, sulla vicenda del Perugia calcio, il proprio ruolo di pungolo, di analisi, di critica, perché nessuno possa pensare che il calcio a Perugia equivale, per importanza sociale, per tradizione sportiva e, quindi, per impegno gestionale, a quello di piazze certamente rispettabilissime, ma che non hanno mai neanche visto le categorie superiori. Chiediamo in particolare alle testate di dare spazio, nelle prossime settimane e mesi, al dibattito sui temi e sulle domande da noi poste, dando voce a tutti i protagonisti che possano utilmente contribuire al dibattito. La richiesta di questi spazi è esplicita e vorremmo che le testate ci rispondessero, su questo, in modo altrettanto esplicito ed argomentato: fin da ora ringraziamo per l’attenzione che ci si vorrà accordare. Ai tifosi, organizzati e non, ma anche agli sportivi e a chiunque ha a cuore il Grifo, chiediamo di far sentire la propria voce, sui mezzi di stampa, sui siti internet a loro dedicati (tra cui anche il nostro: www.perugiaclub.com) verso le istituzioni e verso la cittadinanza. Se nelle prossime settimane si riuscirà ad aprire un dibattito serio, nel quale ciascuno potrà dare il suo contributo e al quale nessuno possa sottrarsi per comodità o convenienza, il Centro Coordinamento valuterà di mettere in campo ulteriori iniziative che tengano calda l’attenzione verso il Grifo. In questo momento, a chiunque ama il Perugia è dato di fare qualcosa con coraggio, serenità e spirito costruttivo. L’unica cosa che sembra uccidere il Grifo, ma più in generale il calcio a Perugia (con tutto ciò che esso rappresenta in termini di presenza sociale, economica, identitaria e storica) è l’indifferenza, almeno apparente, che spinge alla rassegnazione più deleteria e fa, in ultima analisi, solo il gioco di chi non volesse seriamente lavorare per far tornare grande il Perugia. Il Centro di il Coordinamento non intende adeguarsi a questo gioco autodistruttivo. Noi chiediamo che tutti si assumano le proprie responsabilià e dicano se e quanto importa loro delle sorti della squadra, e lo chiediamo nell’esclusivo interesse del Grifo.
Il Consiglio Direttivo Perugia, 5 giugno 2007
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