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Centro Coordinamento dei Perugia Clubs
Il Coordinamento dei
Perugia Clubs prende le distanze in modo assoluto dal comportamento della
Società Perugia Calcio che, per bocca di Vincenzo Silvestrini, subordina gli
indispensabili investimenti per il rafforzamento della squadra alla
conclusione per essa positiva della vicenda “nuovo Curi”.
Come tifosi non intendiamo entrare nelle questioni tra Società ed
Amministrazione comunale, tuttavia riteniamo che ogni società di calcio
seria debba assumersi le proprie responsabilità di fronte agli appassionati
per il proprio operato gestionale ed in relazione agli obiettivi dichiarati
e prefissati, senza accampare alibi e senza imputare a fattori esterni, non
sovrapponibili alle questioni tecniche, e comunque non opponibili ai tifosi,
il mancato raggiungimento degli obbiettivi promessi, tanto più se ripetuto
nel corso degli anni.
Il Coordinamento già prese posizioni pubbliche di critica, costruttiva ma
dura, verso la Società Perugia Calcio, alla fine della scorsa
stagione, denunciando la assenza di un progetto imprenditoriale lungimirante
e di un rapporto vero con i tifosi, la città ed il contesto tutto.
L’arrivo del DS Martino e di mister Cuccureddu, ha rappresentato certo una
svolta positiva sul piano tecnico, anche se non è stata seguita da una
adeguata campagna di rafforzamento tecnico della squadra, come il campo ha
poi purtroppo confermato, e anche tenuto conto di scelte tecniche non sempre
azzeccate.
Adesso, dopo l’incontro con l’Amministrazione comunale, Silvestrini e con
lui, sembra, anche il cda del Perugia Calcio Spa , dice senza reticenze che
non comprerà nuovi giocatori per rafforzare l’organico e che, anzi, potrebbe
vendere i pezzi migliori, visto che l’iter del nuovo Curi non è al punto
desiderato. Contestualmente, il patron proclama fermamente che la società
non è in vendita.
Messe insieme, le due affermazioni significano che l’attuale proprietà
intende, di fatto, confinare il Perugia nel limbo in cui si trova, in
attesa di avere certezza, chissà quando e chissà come, dei ritorni economici
della convenzione per lo stadio.
Finchè questa certezza non ci sarà, i tifosi dovrebbero mettersi l’animo in
pace e scordarsi promesse, aspettative e risalita nelle serie superiori. Se
ne deduce che, se quanto preteso non dovesse mai arrivare, il Perugia di
Silvestrini è destinato a rimanere a tempo indeterminato dov’è, nella
mediocrità tutt’altro che aurea di una serie C deprimente per la tradizione
del Perugia. Il tutto, senza tener conto per nulla di chi segue ancora segue
la squadra per pura passione sportiva, malgrado il disamore, la sfiducia ed
il distacco generati da una gestione societaria che è sempre apparsa senza
anima e passione vera, prima ancora che poco esperta.
Il Coordinamento ritiene che sia abbondantemente scaduto il tempo della
pazienza, delle promesse, delle condizioni impossibili, dell’approssimazione
e dei calcoli fatti sulla pelle dei tifosi, delle loro passioni e legittime
aspettative.
Anzitutto e subito, la squadra va sostanzialmente rafforzata, se si vuole
tentare la risalita. Di fronte a questa esigenza tecnica ineludibile, la
Società non può sfuggire, per alcun motivo e con nessuna scusante.
Se il “business” Perugia non si è concretizzato nei modi sperati dalla
proprietà e/o se non è più valutato dalla stessa, legittimamente, come un
patrimonio vendibile con tanto di valore della convenzione per lo stadio
annesso; insomma, se l’affare non è ritenuto più conveniente, la Società
pensi seriamente e sollecitamente a passare la mano.
I tifosi e la storia del Perugia meritano passione genuina in chi guida la
società, unita a chiarezza di idee da tradurre in progetti di lunga durata,
e capacità di realizzarli con adeguatezza di mezzi: solo così si può
suscitare la partecipazione appassionata ed il sostegno dell’ambiente.
Da tre anni, tutto questo è mancato totalmente, con gravi danni per il
Perugia. Se i tifosi non hanno seguito la squadra, non è certo stato per
minor amore verso il Perugia. I Signori Silvestrini e Soci, prendano atto
della realtà.
Perugia, 9 gennaio
2007
Il Direttivo |