Comunicato Stampa del 12/11/2007

Centro di Coordinamento dei Perugia Clubs

 

COMUNICATO del Centro di Coordinamento dei Perugia  Clubs  sulla tragica morte di Gabriele Sandri e sugli avvenimenti successivi.

 

Esprimiamo il più profondo cordoglio per la scomparsa del tifoso laziale e per la tragica fatalità che lo ha causato. Tuttavia, non si può non riflettere, sia pur con serenità e senza voler crocifiggere nessuno, sul fatto che, a qualche anno dal decreto Pisanu ed a dieci mesi dal cosiddetto decreto Amato anti-violenza nel mondo del calcio, lungi dal vedere risolti i problemi di fondo per i quali i provvedimenti erano stati concepiti e annunciati senza economie di propaganda,  si sia invece alimentato attorno alle partite un ulteriore clima di tensione, anche al quale, in qualche maniera,   è riconducibile  l’accadimento di Arezzo.

La politica è dunque chiamata ad un atto di coraggio, a ragionare seriamente e non populisticamente, sulla  pericolosità e sull’ inutilità degli approcci solo polizieschi e delle misure solo repressive, non accompagnate da politiche di promozione della pratica e della cultura sportiva, certamente non immediate e di più lunga portata, ma a ben vedere, a nostro parere, vero ed unico antidoto contro la violenza: le sommosse di Roma e di altre città, che sono per noi, sia chiaro, sono del tutto ingiustificabili, proprio questo  sembrano dimostrare.    

Mentre nuovi giri di vite vengono preannunciati, il Coordinamento esprime la preoccupazione che, di nuovo, per educare qualche centinaio di facinorosi, si colpirà con misure illiberali la grande maggioranza e le centinaia di  migliaia di tifosi corretti e non violenti che vanno allo stadio solo per sostenere pacificamente la propria squadra.

Quei tifosi hanno pagato più di tutti e senza colpe proprie le misure restrittive sui biglietti, sulle trasferte, sugli ingressi allo stadio, allontanandosi dal calcio e privandolo della presenza più importante per salvarne la natura di sport  popolare e di fenomeno sociale vissuto civilmente in tutti i suoi momenti.

Di quei tifosi è da sempre espressione la nostra Associazione, che è affiliata alla Federazione Italiana Tifosi Squadre di Calcio, organismo riconosciuto dalla FIGC e, perciò stesso, ritenuto ufficialmente componente costruttiva e presenza da tutelare nel mondo del calcio.

Da sempre il nostro tifo esprime i valori più sani e lo spirito sportivo che anima i veri tifosi. Ecco perché i fatti di ieri ci lasciano amareggiati e ci insinuano il dubbio che, per responsabilità e trascuratezze passate e presenti, si sia alla vigilia (o già oltre) della fine del calcio come fatto meramente sportivo e, quindi, della trasformazione del tifoso in mero spettatore, preferibilmente solo televisivo, cioè in consumatore dell’evento domenicale a soli fini commerciali.

Preferiamo provare ancora ad impegnarci, nel nostro piccolo, e lo faremo nelle prossime settimane con le nostre iniziative,  per l’idea tradizionale che la nostra Associazione ha sempre espresso del tifoso: appassionato ma corretto, caloroso ma pacifico, naturalmente di parte ma non beceramente fazioso, che prende parte agli eventi e li vive da protagonista e non si limita a guardarli in tv da spettatore anonimo.

 

                  Per il Direttivo

                      I Reggenti

S. Mortini, D. Orlandi, M. Trampolini

 

 

Perugia, 12 novembre 2007